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"Le storie" di Beppe

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In questa sezione Beppe Manni ci conduce, attraverso i suoi racconti, all'interno di case e capannoni del villaggio, a conoscerne la gente di ieri di oggi. Storie di lavoro e di umanità, che ci comunicano l'anima più autentica e singolare di questa area della città.
Per la prima pubblicazione presentiamo la storia di due falegnami, uno del villaggio "di ieri" e l'altro del villaggio "di oggi", distanti nel tempo, ma vicini nella passione per il lavoro.

La storia di Vittorio il falegname più vecchio del Villaggio
(da  Beppe Manni, Un villaggio tra la ferrovia e la campagna, ed Il Fiorino 2006)
Vittorio Candi è del 1924 e faceva il falegname. Ha tutte le carte in regola. Ha un pedegree inattaccabile. “Di mio trisnonno Angelo -  racconta - nato nel 1830 al tempo del duca, si sa solo che anche lui faceva il falegname a Nonantola . Il Figlio Carlo nato nel 1862 e morto nel1949, aveva la bottega a Nonantola di fronte all’Abbazia: faceva botti, mastelli, lavorava spesso a casa dei contadini e noleggiava per guadagnare qualcosa, dei banchi fatti da lui al mercato del lunedì del suo paese. Giuseppe mio padre del 1898 e morto nel 1969 era falegname pure lui. Ha avuto 5 figli. Partecipò alla prima guerra mondiale e mi raccontava che nel 1917, durante la ritirata di Caporetto, era rimasto prigioniero, da “caioun”, da minchione, degli Austriaci, perché non sapendo nuotare, lo avevano beccato di qua dal Piave”. Gli deve aver pesato molto perché la figlia Maria nel 23, a 18 anni, diventò campionessa nazionale di nuoto e di tuffi.
L’altro fratello Candi Carlo ha continuato a studiare. Si è diplomato al Venturi e all’Accademia a Firenze. Oggi è un affermato pittore conosciuto non solo in città, ma in tutta Italia.(continua a leggere)


Gozzi Corrado Falegname Arredatore
(da Beppe Manni, Gazzetta di Modena, 18 settembre 2011)
Il corpo atletico di Corrado, non è stato modellato dal lavoro manuale alla sega e alla pialla ma dal suo passato di atleta giocatore di hokey. In Brianza, patria del mobile, c'era andato per diversi anni non a costruire mobili, ma a giocare in serie A nel Monza e nel Seregno. Continuò a nella Reggiana e nel Modena dove nel 2000 partecipò alla semifinale.
Mentre fa attività sportiva impara un mestiere, consapevole che il solo sport non gli può dare da mangiare. A 20 anni va a lavorare nella bottega del bravo Antonio Scutece. Qui apprende non solo il mestiere del falegname, ma anche dell'arredatore. Dopo due anni di apprendistato apre un laboratorio in Bianchi Ferrari a Modena.(continua a leggere)