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Il progetto

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Il percorso, iniziato formalmente nel Gennaio 2010 con l’approvazione in Consiglio Comunale di un Documento di Indirizzo che illustrava le opportunità di trasformazione di questa parte di città, a seguito della ormai prossima dismissione del tracciato ferroviario storico della linea Milano/Bologna, è ormai pronto ad un altro passaggio istituzionale, quello della adozione dello strumento urbanistico che traduce le idee in norme e pratiche sul territorio.

Il progetto è dunque l’occasione per fare il punto sulle analisi e le proposte relative a temi di grande interesse per l’intera città: il riuso del tracciato storico della ferrovia Bologna-Milano, di prossima dismissione, la riqualificazione delle aree del  Cimitero, la riapertura della via Emilia e il destino del cavalcavia Madonnina. Si tratta di una importantissima sequenza di temi ed interventi pubblici che, nel tempo, potranno cambiare profondamente il volto di questa parte di città, e restituirle possibilità di ricongiunzione ed integrazione più profonda con la città ad est della ferrovia.  Temi, questi, proposti anche al recente Bando della Regione Emilia Romagna per la riqualificazione urbana.

Strettamente correlato è la’analisi dei tessuti urbani produttivi che, sempre ad est, si affacciano sulla linea ferroviaria: dal Cimitero fino al Polo Leonardo, con particolare riferimento alla presenza del Villaggio Artigiano di Modena ovest, luogo di forte identità per la città intera: per la storia che rappresenta, e per la importanza che ha avuto, ed ancora ha, nella crescita e nello sviluppo della città. 

Proprio il Villaggio, cuore pulsante della riqualificazione del quadrante occidentale della città, è oggetto di un approfondimento specifico: saranno infatti illustrate le principali linee normative che ne orienteranno le trasformazioni future:
- la rigenerazione dell’area è fondata sul mantenimento del carattere artigianale, carattere che si è evoluto anche verso forme diverse da quelle di un tempo, ma che ha mantenuto ed è connotato da una grande capacità di “saper fare”.
La sua evoluzione è in relazione all’insediamento quelle attività classificabili come imprese creative (le creative industries della letteratura anglosassone): insediamento in parte spontaneo ed in parte da assecondare e favorire, quale elemento trainante la riqualificazione;
- a ciò si associa la possibilità di inserire anche funzioni oggi non previste: come la residenza, gli uffici, anche negozi ed attività commerciali di vicinato. Il tutto, nell’idea che il Villaggio non sia più solo una “zona industriale”, ma un pezzo di città certo molto votato al “lavoro”, ma dove si può anche abitare, fare spesa, uscire, vivere. Senza forme di conflitto tra il “nuovo” e il “vecchio” (a parte alcune e limitate presenze particolarmente impattanti sotto il profilo ambientale): il processo di trasformazione si basa infatti sui principi di continuità e rinnovamento.